martedì 28 febbraio 2017

Kitchen









RECENSIONE 11#



Titolo: Kitchen


Autore: Banana Yoshimoto


Data di Stampa: 1991 Marzo


Editore: Universale Economìca Feltrinelli


Prezzo: € 8,00


Pagine: 136 pp


TRAMA: Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. La grande trovata di Banana Yoshimoto è che la famiglia si possa non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità.


La mia Recensione: Buonasera miei carissimi lettori! Ebbene si, dopo una lunghissima assenza sono tornata a scrivere. Finalmente la sessione invernale si è conclusa e devo essere sincera, dopo così tanto tempo che non mi mostravo sul mio blog,  temevo di aver perso quella piccola cerchia di amici che in qualche modo, si era venuta a creare! Invece con mia grande anzi grandissima sorpresa, ho notato che nuovi amanti dei libri si sono aggiunti a noi perciò EVVIVA e BENVENUTI! <3
Per ricominciare in maniera Soft ma non troppo, vi presento uno dei libri che più in questo periodo mi ha incuriosito: il libro in questione è Kitchen di Banana Yoshimoto.
Si tratta di un piccolo capolavoro diviso in tre parti: la prima e la seconda trattano di una storia che ha come protagonista Mikage, una giovane ragazza che dovrà fare i conti con una brutta solitudine a seguito della morte di sua nonna ( ultima parente rimastale); ad aiutarla a riprendere in mano la sua vita, la sarà proprio la sua grande passione, ovvero cucinare. Tale passione sarà uno dei fattori fondamentali che porteranno la protagonista ad avvicinarsi sempre più al giovane Yùichi, compagno di università di Mikage.
La seconda parte invece si intitola " Moonlight Shadow" e anche in questo caso la protagonista è una giovane ragazza di nome Satsuki; Anche lei dovrà fare i conti con una perdita molto importante, il suo fidanzato Hitoshi, morto durante un incidente stradale. Sarà proprio quando Satsuki perderà ogni speranza di poter ricominciare, che a tenderle la mano sarà una giovane dai modi un po' strampalati di nome Urara. Alla base di entrambe le storie la morte è forse la "protagonista" più evidente: infatti grazie alla scrittura elegante della Yoshimoto, questa non si mostra unicamente come qualcosa di puramente negativo e distruttivo ma anche come un qualcosa che spinge i diversi personaggi a confrontarsi sia con il senso di perdita che con la capacità di sapersi rialzare.
Ciò che non rende banale questo libro, è proprio la raffinatezza con cui l'autrice usa le parole, mettendo al primo posto le emozioni e parlando di amore in modo totalmente diverso da come noi occidentali lo intendiamo. La magia sta proprio nel ritrovarsi in mano delle storie di per sé molto semplici ma allo stesso tempo ricche di una profondità fuori dal comune.
Personalmente tra i due racconti quello che ho preferito è stato "Moolight Shadow", talmente carico di tristezza mischiata a un forte senso di speranza da farmi commuovere.
Insomma per me la Yoshimoto è stata una piacevole scoperta e sono molto contenta di essere diventata una sua nuova fan.


A presto



Marti

Nessun commento:

Posta un commento