mercoledì 8 marzo 2017

Veronika decide di morire

Recensione 12#

Titolo: Veronika decide di morire


Autore: Paulo Coelho


Data di stampa: Luglio 1999


Editore: Romanzo Bompiani


Prezzo: € 14


Pagine: 186 pp


Trama: Il giorno 1 Novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume un forte dose di sonniferi.
Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell'ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che lei gli ha somministrato. In pochi giorni a Villete Veronika scopre un universo di cui non sospettava l'esistenza..
La  mia Recensione: Partiamo dal presupposto che questo libro mi è piaciuto veramente tanto e che era la prima volta che mi  dedicavo alla lettura di questo autore. Ciò che però trovo difficile in questo momento è proprio trovare le parole giuste per potervi dimostrare quanto questo libro mi abbai toccato il cuore.
Dopo averlo letto ho colto il motivo per il quale tanti  Booktuber o appasionati di libri come noi, piazzassero questo libro ovunque: " Veronika decide di morire" è un capolavoro che inevitabilmente ti entra dentro, mostrandosi nei diversi momenti della vita. In esso infatti si posso cogliere tanti significati, che però non tutti sono in grado di percepire: Coelho infatti in questo libro riesce a rivolgersi a più o meno tutte le generazioni, permettendo di creare delle opinioni che posso essere contrastanti e comuni allo stesso tempo.
La trama di per sé è semplice, dinamica e ricca di nozioni e informazioni che permettono di ampliare il nostro "hard disck": tramite le sue parole, Coelho ci da lo stimolo giusto per avviare la nostra vita verso un senso serenità che non equivale ad reprimere chi siamo e rinunciare alla nostra parte "folle", ma al contrario saperla gestire, manifestando al mondo la nostra persona senza danneggiarla.







martedì 28 febbraio 2017

Kitchen









RECENSIONE 11#



Titolo: Kitchen


Autore: Banana Yoshimoto


Data di Stampa: 1991 Marzo


Editore: Universale Economìca Feltrinelli


Prezzo: € 8,00


Pagine: 136 pp


TRAMA: Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, che riempiono i sogni i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. La grande trovata di Banana Yoshimoto è che la famiglia si possa non solo scegliere, ma inventare. Così il padre del giovane amico della protagonista può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità.


La mia Recensione: Buonasera miei carissimi lettori! Ebbene si, dopo una lunghissima assenza sono tornata a scrivere. Finalmente la sessione invernale si è conclusa e devo essere sincera, dopo così tanto tempo che non mi mostravo sul mio blog,  temevo di aver perso quella piccola cerchia di amici che in qualche modo, si era venuta a creare! Invece con mia grande anzi grandissima sorpresa, ho notato che nuovi amanti dei libri si sono aggiunti a noi perciò EVVIVA e BENVENUTI! <3
Per ricominciare in maniera Soft ma non troppo, vi presento uno dei libri che più in questo periodo mi ha incuriosito: il libro in questione è Kitchen di Banana Yoshimoto.
Si tratta di un piccolo capolavoro diviso in tre parti: la prima e la seconda trattano di una storia che ha come protagonista Mikage, una giovane ragazza che dovrà fare i conti con una brutta solitudine a seguito della morte di sua nonna ( ultima parente rimastale); ad aiutarla a riprendere in mano la sua vita, la sarà proprio la sua grande passione, ovvero cucinare. Tale passione sarà uno dei fattori fondamentali che porteranno la protagonista ad avvicinarsi sempre più al giovane Yùichi, compagno di università di Mikage.
La seconda parte invece si intitola " Moonlight Shadow" e anche in questo caso la protagonista è una giovane ragazza di nome Satsuki; Anche lei dovrà fare i conti con una perdita molto importante, il suo fidanzato Hitoshi, morto durante un incidente stradale. Sarà proprio quando Satsuki perderà ogni speranza di poter ricominciare, che a tenderle la mano sarà una giovane dai modi un po' strampalati di nome Urara. Alla base di entrambe le storie la morte è forse la "protagonista" più evidente: infatti grazie alla scrittura elegante della Yoshimoto, questa non si mostra unicamente come qualcosa di puramente negativo e distruttivo ma anche come un qualcosa che spinge i diversi personaggi a confrontarsi sia con il senso di perdita che con la capacità di sapersi rialzare.
Ciò che non rende banale questo libro, è proprio la raffinatezza con cui l'autrice usa le parole, mettendo al primo posto le emozioni e parlando di amore in modo totalmente diverso da come noi occidentali lo intendiamo. La magia sta proprio nel ritrovarsi in mano delle storie di per sé molto semplici ma allo stesso tempo ricche di una profondità fuori dal comune.
Personalmente tra i due racconti quello che ho preferito è stato "Moolight Shadow", talmente carico di tristezza mischiata a un forte senso di speranza da farmi commuovere.
Insomma per me la Yoshimoto è stata una piacevole scoperta e sono molto contenta di essere diventata una sua nuova fan.


A presto



Marti